Sul finire degli anni Quaranta del secolo scorso, Samuel Beckett scrisse, in francese, En attendant Godot (Aspettando Godot), opera teatrale tra le più famose del “Teatro dell’Assurdo”. Due atti dove apparentemente sembra non succedere nulla e il tempo sembra immobile, tra i gesti ripetitivi, i silenzi, i non sense e i luoghi comuni dei due protagonisti. L’ambieLeda Inno 5 (10) 4 (38) 3 (143) Cape 2 1ntazione è scarna, essenziale: una strada, desolata, e un salice piangente che, perdendo le foglie prima, e rimettendole poi, segna visivamente lo scorrere del tempo. I due sono in attesa di Godot, che ha dato loro un appuntamento in quel posto e in quel giorno, ma che non si presenta mai, mandando un messaggero a dire che anche “oggi non verrà, verrà domani”. A questo punto uno dei due dice:
– E ora? Possiamo andare?
– Sì, andiamo – risponde l’altro …
… ma non si muovono.
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